Ma si tratta di equilibri sottili. A volte, di vere e proprie sfumature. Che a mancarle è un attimo. Ma che sono gli elementi del racconto, senza i quali viene a mancare il racconto stesso.
Bisogna farsi piccoli. E cordiali. Bisogna calarsi in una realtà che non è la nostra, senza invaderla. Solo quel tanto che basta, per creare un rapporto di fiducia con chi è parte della storia. Con chi la storia la fa. Io devo solo fare si che questa storia si racconti.
La foto è solo il mezzo, la storia è il fine. Il mio stile è il narratore, la voce fuori campo.
E' per questo, che quando esco di casa per fotografare un matrimonio non ho la più pallida idea delle foto che farò. Cerco solo di concentrarmi su quello che succede e di vedere le mie immagini in ciò che sta accadendo in quel momento.
E' per questo che mi piacciono i matrimoni. Perché raccontano storie di persone, perché sono giorni pieni di cose vere. Non mi importa se il matrimonio è di giorno o di sera, d'estate o di inverno, se è un matrimonio civile o religioso, se gli invitati sono venti o duecento, se è sfarzoso o semplice. Non mi importa, perché quello che mi interessa sono le persone e la loro storia. E quella la trovo sempre, in tutti i casi, basta saper osservare.
Paola e Maurizio sono gente di mare. Ligustici. Autentici, sbrigativi nei modi e un po' eccentrici. Come me, d'altronde. Queste sono della loro personalissima giornata, che hanno voluto cominciare nella baracchetta estiva a cui sono tanto legati e che hanno voluto condividere con pochi, veri amici.
music_credit:_F. De André - Da A Me Riva


























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