Per accompagnare queste foto ho scelto una versione di András Schiff dell'Allemanda di apertura della 5a Suite Francese di Bach, appunto. E' un'esecuzione lirica, ma mai romantica. Conserva l'integrità originale di questa musica scritta per clavicembalo, senza avvalersi delle superiori possibilità espressive del pianoforte. Che però con Bach non c'entrano. E così facendo l'interpretazione del pianista è grande, perché è grande l'enfasi che pone sulla composizione. La semplicità con cui la trasmette a chi ascolta. (PS - per ascoltare la musica, basta cliccare sul pulsante 'play' in fondo a questa parte scritta, prima delle foto)
E' un 'fare di più con meno' che mi piace. Che a volte provo ad adottare anch'io con le mie foto, ad esempio quando mi limito nell'usare una sola ottica durante alcune fasi di un matrimonio (tipo il ricevimento). Mantengo la concentrazione la, dove serve: su quello che succede. La macchina fotografica sparisce nella sua semplicità, l'aspetto tecnico diventa ininfluente, e mi ritrovo a fare foto senza pensare ad altro, che alle foto.
Un po' il concetto che dovrebbe valere quando si fotografa con un telefono. Solo un pulsante di scatto, o poco più. Certo, la qualità è quella che è, i limiti tecnici ci sono, ma in ogni caso quello che abbiamo mediamente a disposizione oggi è buono a sufficienza. Più che a sufficienza. Ed infatti il limite della foto è da cercarsi più spesso nel limite del fotografo, che del mezzo usato.
In compenso, i telefonini di adesso ci danno l'opportunità mai vista prima di avere con noi una macchina fotografica sempre. E questo va oltre i limiti di qualità: il lusso di poter fotografare il nostro quotidiano, senza per forza essere usciti di casa con questo intento. Siamo tutti potenziali fotografi (e me ne accorgo ai matrimoni...).
Le foto che condivido oggi sono tutte fatte col mio telefono (un Galaxy S2, per la cronaca). Alcune le ho già postate sul mio account Instagram (vedi icona in alto a destra su questa pagina per seguirmi), ma il grosso limite di Instagram per me è il formato quadrato. Sono abituato a fare foto da sempre con macchine fotografiche 35mm, quindi con un formato con rapporto 3:2. Compongo con questo in mente e il crop quadrato di Instagram non sempre mi viene in aiuto. Meno male che in memoria si conserva sempre una copia dell'originale :-)
Giusto per ribadire ancora una volta che la migliore macchina fotografica è quella che hai con te e che il mezzo limitato di un telefono non è una scusa per fare brutte foto. Foto cioè fatte senza la dovuta attenzione alla luce, alla composizione e al momento da immortalare. Sono gli elementi basilari di una buona immagine, sia che stiamo usando un telefono, o l'ultimo modello della macchina fotografica più costosa che ci possiamo permettere. Magari nei prossimi mesi mi penso una mezza giornata di 'workshop' da proporre di 'fotografia col cellulare', per chi volesse affinare le proprie qualità fotografiche. Potrebbe essere divertente...














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