Come l'avrebbero messa, visto che il giorno del loro matrimonio è stato tutto, fuorché un evento 'esteriore', 'appariscente', immediato da cogliere, a cominciare dal tempo? A prescindere dal numero delle foto, dalle location che si potevano pianificare per la sessione fotografica di loro due e che sarebbero comunque tutte andate a farsi benedire sotto al temporale primaverile, dal numero dei fotografi che, visti gli spazi chiusi all'interno del ristorante, sarebbero stati troppi in qualsiasi formazione eccedente l'unità.
Come l'avrebbero sbrogliata, se non si fossero invece preoccupati di capire la persona fotografo e il suo modo di vedere le cose, di concepire il servizio del loro matrimonio. Prima di tutto. Quindi, di sceglierla di conseguenza.
Io credo che si sarebbero persi l'opportunità di rivivere la loro giornata. Quella vera, unica ed irripetibile. Che, nel loro caso, si è presentata senza il sole di Aprile, senza la brezza asciutta primaverile a scompigliare l'acconciatura della sposa quel tanto che basta da renderla perfetta, senza la passeggiata mano nella mano nel magnifico parco proprio dietro la chiesa, senza il taglio della torta sullo scoglio a strapiombo sul mare, sotto al volo dei gabbiani a fare da cornice all'isolotto di Bergeggi sullo sfondo.
Già, forse non la giornata che avrebbero sperato, ma la loro giornata. Quella che, a ripensarci, tutto il resto, quello che non è stato, diventa insignificante. Neanche un rimpianto. Semplicemente un nulla. Perché i sentimenti abitano altrove. I sentimenti. Quelli abitano nei ricordi, nelle sfumature, nel rumore della pioggia sulla capote della Fiat 500, nel tenersi stretti sotto l'ombrello bianco, nell'odore dell'aria bagnata, nella poca luce che filtrava dalla finestra del ristorante, nel viso dei bimbi davanti alla torta nuziale.
E allora, a non essere attenti alla bellezza silenziosa della realtà, quella sottile, quella che c'è sempre e comunque, a prescindere da tutto, a non voler fare di questa il soggetto delle foto, allora si rischia di documentare niente di tutto ciò. Si rischia di perdere quello per cui gli sposi mi vogliono li.
Che ne siano chiaramente consapevoli o meno, gli sposi mi vogliono li per la loro giornata. Quella che neppure loro sanno prevedere. Quella che succederà. Perché sarà quella, che vorranno tenere viva nei loro ricordi. Quella che conserva i loro sentimenti, l'uno per l'altra, degli sposi per i genitori, per gli amici, e viceversa. Da rivivere, ogni volta che vedranno le mie foto. Queste sono le foto che devo fare, e per queste foto non è questione di quantità, né di numero. E' questione di sentimenti. E di attenzione alle cose vere.
Eccone alcune della giornata di Francesca e Andrea. La loro giornata.
(Music_Credits:_Bill Frisell,_Surfer_Girl)

















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