Probabilmente, vuole essere un proverbio insieme consolatorio e augurale. Però, mentre la parte augurale è chiara e viene svolta benissimo, richiamando tra l'altro una tradizione tipica della civiltà agricola, e quindi radicata nella nostra cultura, che vede nella donna una forza creatrice naturale, in grado di dare frutti come la terra, dubito che la parte consolatoria abbia granché efficacia. Almeno, non mi sento di pensare che sia l'augurio di una prole numerosa negli anni a venire, a fungere da antidoto alle condizioni meteo non ottimali contingenti e incombenti sul rinfresco e sugli ospiti.
Piuttosto, è il peso relativo che il meteo viene ad assumere, quando il centro dell'attenzione e dell'interesse degli sposi è nella celebrazione della loro storia, del loro rapporto e del suo consolidamento in chiave sociale. Insomma, per farla semplice: Francesca ed Andrea avevano ben altro in mente e nel cuore, che di essere preoccupati per la pioggia. Erano felici, contenti ed entusiasti di loro e della loro giornata. Ed era talmente chiaro e lampante, naturale e contagioso che quasi della pioggia mi sono scordato anch'io.
Questa è della loro giornata. Nei prossimi giorni, il resto...

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