E' così che si chiama in Inglese. Non sono per gli inglesismi, preferisco usare termini in Italiano quando posso, ma l'Italiano è una lingua meno flessibile e non prevede la possibilità di rendere nome un verbo. La 'preparazione' della sposa si può sicuramente spendere, ma il termine anglosassone è più calzante. E suona meglio. Te li immagini i Beatles, a scrivere testi per le loro canzoni in italiano: come minimo avrebbero suonato più banale. L'inglese spesso è più efficace, quasi sempre più sintetico.
Della fase di preparazione della sposa mi interessa tutto. Perché racchiude momenti e aspetti emotivi unici. Quello che mi interessa di meno è il fotografare la sposa con meno abiti addosso, rispetto al resto della giornata. E' un'aspetto secondario, anzi è un fatto incidentale. Di più: per me rappresenta un rischio, che la sposa non sentendosi totalmente a proprio agio, o prevedendo momenti di disagio, si irrigidisca, e che la fluidità, la spontaneità dei momenti e dell'interazione tra gli 'attori della scena' ne risenta. Risultando tutto più legnoso, meno naturale.
A me interessano le sfumature, le piccole cose racchiuse tra le pieghe della fase di preparazione. Quasi tra le pieghe dell'abito. Vestirsi è un rito di passaggio vero e proprio (così direbbero gli antropologi). E' un punto nodale tra quello che è stato e quello che sarà. Davanti al fiume, potenziale prima e reale poi, di emozioni che questo rappresenta, per la sposa e per i suoi affetti più cari, cosa volete che mi freghi di una sottoveste? Ad essere diretto si rischia di essere brutale, o banale. Ma è proprio così.
E allora come prima cosa sgombro la scena da qualsiasi fraintendimento, in modo di avere la certezza di muovermi in un campo libero, dove ciascuno è ampiamente a proprio agio, e aspetto. Per narrare la verità di quei momenti, per cogliere le sfumature, per cercare punti di contatto tra passato, presente e futuro, per suscitare ora un groppo in gola, ora un sorriso. Qualche volta una risata. Sono una novantina di minuti belli, veri, significativi, che meritano di essere ricordati. Anzi, dischiusi.
'the getting ready'
11 ottobre 2011
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per le spose
Pubblicato da
Andrea Bagnasco wedding photographer
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