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Blog di Andrea Bagnasco Fotografo di Matrimonio

Fai una foto, poi una foto migliore

6 luglio 2011

E' un tema che ho già accennato, ma lavorando sulle foto di Michela e Christian è emerso per l'ennesima volta e penso valga la pena di riprendere. Anche perché dice molto del modo che ho di fare foto. Modo che ho ripreso da grandi fotoreporter e ben più illustri... Giusto per dire che nulla viene per caso e anche un'inclinazione naturale all'osservare va educata con studio, auto-disciplina e un po' di rigore.  Insomma.. tutto per osservare che le foto vanno cercate prima, attese poi, fatte solo dopo.   E' un processo deliberato.
Non solo, ma per me vale sempre il proposito di fare una foto e subito dopo cercare di farne una migliore. In poche parole, cerco quando possibile e per quanto possibile di 'lavorare' una situazione fino a quando gli elementi della foto (composizione, luce, narrativa) 'succedono' nel modo migliore possibile.

Caso in questione: questi bambini durante la cerimonia. Li osservavo perché sapevo che mi avrebbero dato prima o poi una situazione da fotografare.  Si sa che i bambini qualcosa si inventano durante le cerimonie, pur di farsela passare... Ad un tratto uno dei due tira fuori una macchina fotografica e click.. ecco la prima foto. La composizione è perfettibile, anche se la foto è già molto carina di per se, con due piani sovrapposti di narrazione: gli sposi e la loro cerimonia, i bambini e il loro gioco.  E il bimbo che si mette in posa per l'amico è impagabile..
 

Tuttavia,  non mi sono accontentato e anziché mettermi a rivedere la foto appena fatta come fanno gli hobbisti (ma anche quanti 'fotografi' si vedono in giro che non fanno altro che riguardare le foto sul dorso della macchina fotografica!!.. metodo infallibile per perdersi foto memorabili...) sono rimasto, come faccio di solito, concentrato sul pezzo.  E nel giro di pochi secondi, è arrivata questa:
 

Classico esempio di 'fai una foto, poi una foto migliore'.

Altro caso (mi perdonerà il bimbo con gli occhiali, ma nella giornata in questone è stato una miniera d'oro :-) ..): prima della cerimonia, mentre si aspetta la sposa. Di solito faccio sempre qualche foto alla chiesa vuota (o semivuota) e alle decorazioni. In questo caso c'erano violino e violoncello che ripassavano i pezzi e il bimbo stava alternandosi tra il gustarsi la musica e il tenere d'occhio quello che stava accandendo fuori dalla chiesa.  C'erano un po' di elementi di interesse e quindi le premesse per cercare qualche immagine.  Il bimbo non si sarebbe accorto di nulla, perché davo tutta l'aria di essere concentrato a fotografare i fiori... La prima foto è questa, anche qui con due soggetti e una narrazione chiara che racconta i momenti prima della cerimonia.
 

Anche in questo caso, non mi sono accontentato. Ho pensato che il delicato mazzo di fiori bianchi sarebbe stato bello da riprendere in controluce, così come il bimbo. Ho cambiato macchina ed obiettivo passando ad un tele 'medio' in modo da comprimere un po' la prospettiva, e ho scattato questa:
 

L'idea c'era, anche se era perfettibile. Soprattutto sfruttando meglio il chiaro/scuro della facciata della chiesa
 

Ancora meglio, ma non ancora 'lei'.  Magari avrei potuto sfruttare anche le persone che stavano entrando/uscendo dalla chiesa un quel fare inutile e frenetico che precede l'arrivo della sposa.  Avrei avuto un'ulteriore elemento che avrebbe aiutato la narrativa.  E allora ho scattato questa, che direi essere il punto finale di un processo mentale e di una ricerca di immagine:
 

C'è da dire che non sempre si ha a disposizione il tempo necessario per evolvere come nell'esempio di sopra (anche se il tutto è successo in un minuto di orologio). Qualche volta si deve agire nel giro di pochi secondi.  Ma questo non vuol dire che non si possa lavorare in modo deliberato. Semplicemente, occorre farlo più in fretta. Caso in questione.  Prima foto:
 

Carina. Sul finire della cena. Bambino 'che non gli stava veramente passando più', sposa nel classico giro di saluti ai tavoli. Tutti inconsapevoli della mia presenza, eccetto il bimbo. Che mi guarda annoiato a morte, un po' perplesso e che 'fa la foto'.  Anche qui, anziché alzarmi (ero accovacciato) e riguardarmi la foto sul retro della macchina (!!), sono stato ancora in attesa e ho scattato questa nel giro di qualche attimo:
 

Foto migliore in tutti i sensi: migliore composizione, la sposa aggiunge una gestualità complementare all'espressione del bimbo. La mamma non 'impalla' più il papà seduto al tavolo, che quindi si aggiunge come ulteriore elemento nell'immagine.

Chiudo sovvertendo quello fin qui detto (va beh.. diciamo 'aggiungendo a'): qualche volta invece bisogna semplicemente essere pronti a vedere e a reagire, veloci a pensare e a scattare. Quando le cose succedono in un attimo. Come questo bimbo che è spuntato dal poggiolo per una frazione di secondo...




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Etichette: foto, foto matrimonio, pensieri
Pubblicato da Andrea Bagnasco wedding photographer

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