Eccola. L'avete scelta voi. Sono Irene e Matteo che si tengono per mano. Neo sposi, freschi di cerimonia. Ancora col riso tra i capelli. Non si vede, ma ve lo posso assicurare.
Sono Irene e Matteo in un posto a loro molto caro. Non hanno avuto dubbi su dove propormi di fare qualche foto di loro due. E io li ho assecondati, come faccio sempre. Così come li ho lasciati liberi di fare ciò che sentivano. Senza dare troppe indicazioni. Semplicemente incoraggiandoli. Osservandoli, non troppo da vicino. E come risultato, ho avuto una foto dove Irene e Matteo sono proprio loro. Si riconoscono. Anche se nell'economia dell'immagine sono grandi come un francobollo sulla busta. Sono assolutamente loro. Senza dubbio.
E così la mia foto raggiunge un duplice scopo: quella di essere un'immagine bella in sé, guardabile e apprezzabile non solo dagli sposi e dai loro parenti, ma da chiunque. Cosa che mi propongo per tutte le foto che faccio, ai matrimoni e non: hanno tutte il diritto di essere belle, di essere pittoriche, descrittive, di avere una ragione d'essere. Senza però in questo caso mancare di essere una foto personale, fatta per i miei clienti. Un ricordo di come erano quel giorno, delle loro emozioni. Un'immagine per rivivere un pezzetto della loro storia, tutte le volte che la guarderanno.
La ricetta per le mie foto è quindi semplice e complessa allo stesso tempo. Semplice perché in realtà poco mi intrometto nella giornata degli sposi. Questo mi rende leggero e poco invadente (grosso vantaggio anche per gli ospiti e gli sposi stessi, a mio avviso) e mi da modo di concentrare tutta la mia attenzione sull'unica cosa che mi importa: le foto. Anziché disperdermi nel cercare di dirigere, di forzare le cose e gli eventi secondo un ordine imposto.
Durante i matrimoni mi disinteresso di tutto quello che non è fare fotografie. Cercare le immagini, trovare quello che mi viene offerto, velocemente pensarle e, solo dopo tutti i passi precedenti, chiudere il processo con un click. Un po' come fare foto per strada. E' un documentare la giornata per quello che è.
Di complesso, invece, c'è il rigore che va messo nel creare la fotografia. Nel cercare di controllare tutti gli elementi che fanno di una fotografia un'immagine, e di farlo in fretta, perché il mondo non si ferma per noi che dobbiamo scattare una foto. Luce, composizione e contenuto.
Li ho anche scritti in grassetto: sono gli elementi fondamentali di qualsiasi immagine. Che sia una foto o un quadro. Senza questi elementi non c'è immagine. La luce va capita e gestita di conseguenza. Sfruttata e non subita. Bisogna sempre essere consapevoli della luce. Della sua direzione, della qualità, di come cade rispetto alla macchina e al soggetto. Se la luce fa schifo, fa schifo. Non si aggiusta in Photoshop. Nulla si aggiusta in Photoshop. Quello ci serve solo per esaltare le qualità intrinseche di una foto. Nulla di più e nulla di diverso. Altrimenti finiamo con un esercizio di grafica digitale (spesso di dubbio gusto e pessima resa), non una fotografia. Il contenuto non lo si crea artificialmente. Lo si prevede, lo si attende e quando ci viene offerto, lo si coglie. Un gesto, un'espressione, un'interazione tra i soggetti, una postura del corpo. Il 'momento decisivo'. Cartier Bresson mi perdoni per averlo tirato in ballo, ma non è possibile accostarsi alla fotografia delle persone senza aver studiato, capito e metabolizzato il suo lavoro. Lavoro che ci insegna anche una cura maniacale della composizione. La geometria. L'attenzione nel disporre tutti gli elementi che compongono la fotografia in modo ordinato ed armonico. E quando dico tutti gli elementi, intendo tutti: il soggetto e lo sfondo. I diversi piani dell'immagine. Usando gli stessi strumenti di chi dipinge un quadro, né più né meno: il rapporto figura-sfondo, l'accostare per similitudine oggetti diversi, le diagonali...
Prendiamo ad esempio le prime tre foto che avete votato come 'foto dell'anno'.
Irene e Matteo sono sulla diagonale principale della foto. Anzi, le loro mani cascano esattamente su questa diagonale. Le nuvole creano un motivo che disegna altre tre diagonali, quasi reciproche alla diagonale principale. Questo crea un rapporto armonico tra soggetto e sfondo.
Allo stesso tempo, le linee orizzontali del mare e della spiaggia trasferiscono un senso di calma e di stabilità. In contrasto (ma anche in complemento) alla vitalità del gioco di diagonali creato dalle nuvole nel cielo. Il soggetto poi (le mani degli sposi) è scuro sullo sfondo chiaro del cielo, stabilendo così un forte rapporto figura sfondo e rendendo la fotografia di facile comprensione. Diretta.
Prendiamo anche la foto di Sara e Tommaso.
Anche se pare tutt'altra immagine rispetto alla fotografia di Irene e Matteo, vedrete che gli elementi compositivi sono identici. Ho lavorato sulle diagonali:
Chiaro, no? Il soggetto cade esattamente sulla verticale all'intersezione tra diagonale principale e sua diagonale reciproca. Non solo, ma il candelabro cade esattamente sulla verticale all'intersezione della stessa diagonale principale e della sua altra diagonale reciproca. Il tutto conferisce un ordine e un senso di equilibrio all'immagine. Poi, se fate caso, la posizione del busto e del braccio di Sara seguono esattamente queste diagonali. Confermando la geometria della foto e rendendone ancora più forte l'impatto grafico.
Anche qui, il rapporto chiaro tra figura e sfondo è assicurato, dove soggetto e suo complemento si stagliano contro elementi più chiari. In questo caso, ho usato il controluce per la coppia degli sposi.
Infine, diamo un'occhiata alla foto di Virginia e Luca. Una foto successa in una frazione di secondo. Un attimo dopo e l'immagine non c'era più. E' una di quelle foto per cui vale la pena svegliarmi la mattina :-)
E' una foto che contraddistingue il mio stile. Non intrusivo. Pronto a cogliere gli attimi e a darne una lettura a volte romantica, a volte ironica. Già il cane che fa la posta al cibo è simpatico di suo. Se ci mettiamo l'espressione tra l'interrogato e il preoccupato dell'ospite, l'immagine si rafforza. Ma cosa rende il tutto speciale sono Virginia e Luca sullo sfondo che si baciano. Per un attimo. E per un attimo tutto è stato perfetto.
E perfetta risulta anche la composizione. L'immagine è costruita (guarda caso...) di nuovo sulla diagonale principale. Cane, ospite e sposi cascano tutti su questa linea dominante. Poi il cane (il soggetto) è piazzato esattamente all'intersezione della diagonale principale con la sua reciproca. Come da manuale. Se diamo poi un'occhiata al rapporto figura-sfondo, ci accorgiamo che gli elementi di interesse sono chiari su sfondo scuro (cane, ospite e corpo degli sposi sul pavimento di legno), oppure scuri su sfondo chiaro (le teste degli sposi e il bacio davanti al soffitto di vetro e tende):
Ci sono tutti gli elementi che fanno di questa fotografia un'immagine forte. Facile da capire e immediata da gustare, anche senza scendere nei dettagli di un esame puntuale. Una di quelle immagini che piacciono a pelle, senza aver chiaro perché.
Come, d'altro canto, per tutte le foto appena viste. Perché al di la degli aspetti tecnici, l'importante è che una foto trasmetta un sentimento, una sensazione, susciti un ricordo o una riflessione. L'importante è che lo spettatore stabilisca un contatto con la foto e si coinvolga. Lo scopo della tecnica dietro l'immagine è esattamente questo: di rendere l'immagine semplice e fruibile da parte di chi la guarda. Per stabilire un legame e lasciare lo spettatore con qualcosa.
Per chiudere, riporto il commento di uno dei partecipanti alla votazione per la foto dell'anno 2012. A proposito della foto di Irene e Matteo. Chi commenta non conosce gli sposi, ma la foto gli ha detto questo:
"Tante cose mi verrebbero da dire su questa foto, ma mi limiterò ad interpretarla in chiave ironica e in chiave seria... 1) in chiave ironica la intitolerei 'ora d'aria'. Riferimento al matrimonio come la classica prigione vista dalla maggior parte degli amici dello sposo. Lui pare soffermarsi a respirare e godersi il panorama, un'ultima volta, prima di finire nella futura routine casalinga fatta di lavori domestici, piatti da lavare e (futuri) pannolini. Lei lo trascina via, l'ora d'aria è scaduta! 2) in chiave seria la intitolerei (citando un noto cartone animato) 'verso l'infinito e oltre'. Lei compie il passo verso un nuovo percorso tutto da incominciare, portandosi dietro la persona amata. La posizione degli sposi di lato, messi come in un punto di partenza, di fronte a loro l'infinito da esplorare insieme... Lacrime e brividi... Bella bella bella!!!"
(Music Credits: Bill Evans, Like Someone in Love)









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