Questo è un periodo di colloqui conoscitivi. 'Il grosso' degli sposi di fine estate / autunno 2012 si sta muovendo ora per organizzare il loro matrimonio. Qualcuno ci ha già pensato ormai da un pezzo (per mia fortuna...), ma a quanto pare non esiste un anticipo 'standard' con cui muoversi. Insomma, in questo lungo, e per alcuni travagliato percorso di avvicinamento alla data, la scelta del fotografo costituisce una delle tappe.
Devo dire la verità: non sono del tutto a mio agio nella kermesse dei prodotti matrimoniali. Lungi dal voler mancare di rispetto alle bomboniere, ai centri-tavola, all'abito, al trucco e messa in piega, ai segnaposti, alle bottoniere per sposo e testimoni, al risotto di primo e al sorbetto al mandarino, alla wedding cake e alla confettata. E a tutto il resto. Sono cose che racchiudono il lavoro e la professionalità di chi le offre e la scelta e le risorse di chi le acquista. E a tutto ciò il massimo del mio rispetto. Ma non riesco a vedere le foto di un matrimonio come un 'prodotto'.
Il matrimonio è un evento personale e sociale. Un rito di passaggio. Fotografare un matrimonio è fotografare un pezzetto, importantissimo, di storia delle persone. Degli sposi, e di chi gli sposi hanno voluto vicino nel loro giorno. Che senso ha fotografare un matrimonio se non si mette questo al centro della propria considerazione? Se non ci si immedesima nella storia delle persone? Se non si vive la giornata nello sforzo costante di cogliere le emozioni, le sfumature, gli ingredienti di cui è composta quella giornata? Quella, in particolare. Non un'altra. Non la giornata che il fotografo ha in mente. Quella. Proprio quella degli sposi. In modo che gli stessi sposi, nel vedere le foto, si emozionino di nuovo. Non un semplice ricordo. Ma un'emozione. Quell'emozione esattamente: quella provata quel giorno.
L'ho già detto: mi sento un fotografo di persone. Sono interessato al lato umano delle cose. I matrimoni sono un condensato di fatti di vita. Da cui il mio interesse, la mia passione a fotografarli. Non mi interessa 'il matrimonio' inteso come istituzione. Mi interessa il matrimonio come incontro dei due sposi, delle loro famiglie, dei loro amici, del rito di passaggio che tutti si apprestano a vivere. La nascita di una nuova famiglia. E mi sento onorato di farne parte.
Ecco perché non riesco a vedere le foto di un matrimonio come uno tra i tanti prodotti per il 'consumo' della coppia. Chi mi affida il proprio matrimonio da fotografare mi affida i suoi ricordi, i suoi sentimenti, la sua storia. E io non posso offrire un 'prodotto'. Devo offrire le mie capacità, la mia arte, la mia storia. Che mi ha portato ad essere quello che sono, a fotografare per quello che sono.
Questa foto è di qualche tempo fa. Lo sposo con la mamma durante il processionale di ingresso in chiesa. Si fermano un istante a metà navata. Non parlano. Si guardano e basta. Si sfiorano, prima di riprendere verso l'altare. Click.
La foto della settimana
17 febbraio 2012
Etichette:
foto matrimonio,
pensieri,
per le spose
Pubblicato da
Andrea Bagnasco wedding photographer
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