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Blog di Andrea Bagnasco Fotografo di Matrimonio

Il flash, e perché faccio a meno di usarlo...

23 maggio 2011

... tutte le volte che posso (si intende!).  In realtà un flash ce l'ho (il solito Canon 580 EX II), me lo porto sempre appresso e mi assicuro che sia perfettamente funzionante e con le pile ben cariche.  Sta di fatto però che ben di rado mi capita anche solo di tirarlo fuori dalla borsa.

Lo tengo per quelle situazioni dove proprio non se ne può fare a meno, diventate quantomai rare dopo l'avvento delle macchine digitali moderne che, accoppiate a ottiche luminose, permettono di lavorare in condizioni di luce pressoché inesistente.  A patto quella poca di saperla utilizzare :-) ...

Non amo il flash essenzialmente per due motivi:

a) è invadente! .. E per lo stile che ho di fare foto, questo è un problema serio. Non appena parte il flash, chiunque è avvertito della presenza del fotografo. E da quel momento in poi è impossibile cogliere i fatti e le persone nella loro spontaneità.  Scattare una foto col flash equivale ad entrare a 'gamba tesa' nell'azione, e quindi a comprometterne la genuinità. In sostanza, ad eliminare quello che mi interessa di riprendere. Col flash è impossibile lavorare su una scena, osservandone l'evoluzione e scattando istantanee man mano che ci si avvicina all'immagine che ho in mente io dal principio.  Col flash si ha a disposizione 1 solo scatto. Fatto quello, è game over. 

b) stravolge la 'dimensionalità' della scena. Il flash predomina sulle altre sorgenti di luce e cambia la geometria delle ombre e delle luci.  Con rarissime eccezioni (ma quasi mai gestibili in un contesto fotogiornalistico, dove si vuole riprendere senza intervenire sulla scena) il flash 'appiattisce', elimina la trama, la dimensione e l'umore della scena.  Preferisco di gran lunga sfruttare la luce a disposizione, cercando sempre di 'vedere' le mie foto in funzione di questa.  Ragionare in termini di dove devo piazzarmi io rispetto alla luce e rispetto al soggetto da riprendere, e agire di conseguenza.   Così è molto più laborioso, ma fa parte del costante tentativo di rendere le emozioni in immagini. Di trasferire il momento, la memoria visiva di chi c'era in una foto, che sia in grado non solo di evocarlo, ma di farlo rivivere a distanza di tempo.

Giusto qualche caso pratico, dove le condizioni di luce avrebbero tranquillamente richiesto l'impiego del flash, ma che io ho volontariamente ommesso:

qui era tardi, e la gente stava lasciando il ricevimento per tornarsene a casa. Sarà stata mezzanotte passata. Ero stanco e seduto al tavolo con la macchina fotografica sulle ginocchia, mentre la sposa stava salutando davanti a me.  Ad un tratto arriva questo bambino, mi si siede davanti e - senza preavviso - mi si mette in posa con un sorriso che vale da solo il prezzo del biglietto.  Velocemente tiro su la macchina e scatto.. La sposa non era girata bene, mi dava le spalle. Allora attendo un attimo e, appena la sposa si gira sulla sua sinistra e mi da il profilo, riscatto.  Bang! Ecco la mia foto. Sarebbe stato possibile se avessi usato il flash? No di certo. La sposa se ne sarebbe accorta e per il secondo scatto avrei avuto una bella posa di lei con le 2 invitate. Avessi aspettato che si girasse, il bambino non avrebbe atteso con il sorriso 'Durban's' senza che io fossi passato all'azione immediata...


Qui era durante un intervallo tra le portate.  Sala super-buia (basti guardare alla fiamma delle candele del centro-tavola, come risulta luminosa in foto). Classica situazione in cui gli sposi girano per i tavoli a salutare. Il tizio sulla destra riceve una chiamata e la sposa sulla sinistra impegnata in una conversazione. Aspetto che succeda qualcosa e comincio a scattare un paio di situazioni. Improvvisamente la sposa fa il gesto del telefono (!) e la ragazza accanto all'uomo al telefono tira fuori lo sguardo che vedete.  Perfetto.. Bang! .. Foto con storia e sfondo ironico, dove sembra che la sposa prenda in giro l'invitato al telefono.  Anche qui possibile in virtù del fatto che, nonostante la mia presenza, i soggetti si fossero totalmente disinteressati a me.  C'ero, ma non interessavo: non disturbavo...

Altra situazione analoga come condizioni 'sfavorevoli' di luce (tutto in controluce) e dinamica di scatto.  Sposa che si prepara nella stanza di destra, testimoni che si preparano nella stanza di sinistra. Io nel corridoio (strettissimo).  L'analogia di quello che stava accadendo nelle due stanze lasciava intuire i presupposti per un'immagine interessante. Ne ho scattate alcune e alla fine ho tenuto questa, dove le posture sono le più armoniche e meglio si complementano.  Anche qui: c'ero ma alle persone della foto risultavo indifferente...

Questa foto invece rappresenta un caso eclatante di come avrei rovinato tutto se avessi usato il flash. Cosa che avviene di norma (non nel mio caso...) durante la ripresa dell'ingresso in chiesa della sposa, dove la sorgente di luce predominante è data dal portone. E quindi si ha un enorme controluce, con una differenza di zone di esposizione eclatante tra l'esterno (luminosissimo) e l'interno (buio).  La scena ritrae gli invitati che attendono impazienti sull'uscio della chiesa, e in particolare un gruppetto di giovanissime ospiti (sulla sinistra).  La dinamica è evidente, come sono evidenti le forme, che vengono definite dai contorni dati dal controluce, rispetto al buio circostante.  Tridimensionalità.  La sposa per un attimo è illuminata in viso dal proprio bouquet bianchissimo, che funge da riflettore della luce del giorno.  Il padre della sposa è praticamente una silhouette rispetto all'esterno sovraesposto. Perfetto... Scatto e la foto è questa qui sopra. C'è tutto: c'è il sorriso pieno della sposa, l'attesa degli invitati, il passo un po' ansioso del padre, c'è l'atmosfera reale che si respirava in quel momento.

Per chiudere, senza ulteriori 'spiegoni' metto qualche altra foto che 'in teoria' avrebbe voluto il flash per le condizioni di luce disponibile. In pratica, senza usare il flash (per non disturbare e per mantenere la tridimensionalità delle forme) i risultati sono stati questi:
 
 
 




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Etichette: foto matrimonio, pensieri
Pubblicato da Andrea Bagnasco wedding photographer

1 commento

  1. Anonimo23 maggio 2011 alle ore 17:16

    E' per questo che ti abbiamo scelto...per le emozioni che trasmettono le tue foto senza flash!!
    Chiara e Matteo

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